Associazioni: Abstracta – Evadamo - Guido Rossa - Scambiaidee
In Italia la presenza delle donne nei luoghi decisionali, di governo e di rappresentanza è ancora molto bassa, così come, generando un paradosso, è ancora troppo bassa negli organismi dirigenti della prima associazione di promozione sociale del Paese, l’Arci. Nella sfera delle politiche che l’Arci da sempre sviluppa e delle iniziative che sostiene, non può e non deve mancare un’attenzione alle tematiche delle pari opportunità, ambito che necessita di poter ampliare il suo spazio di discussione e di proposta.
Per poter favorire la presenza delle donne a tutti i livelli dell’associazione, è necessario farsi carico di un più articolato e strutturato percorso di attività nel campo della lotta alle discriminazioni, mettendo in atto politiche di valorizzazione delle differenze, relazionandosi anche a tutti quei soggetti già attivi in questo campo, come il sindacato, gli ambiti istituzionali ed i movimenti. È dunque necessario essere presenti ad ogni tavolo istituzionale di discussione sui diritti delle donne, sostenendo le istanze di parità dei diritti in tutti i campi, a partire da quello del lavoro dove troppo spesso le possibilità, dalle assunzioni ai riconoscimenti di capacità, economici e non, trovano nell’essere donna un ostacolo invalicabile per qualunque abilità personale. Così come in campo sociale e culturale, dove la violenza sessuale e la prevaricazione fisica e morale, sia fuori che dentro l’ambito famigliare, sono ancora con troppa frequenza brutture da subire per molte donne. L’Arci deve poter affiancare e sostenere le proprie associazioni che su questi temi già agiscono ed incoraggiare i contatti tra le proprie realtà che vorrebbero unirsi a questo ambito del diritto, contribuendo ad ampliare il confronto tra le reti di donne già attive.
La strada per l’abolizione di qualunque discriminazione e qualunque sopruso deve arrivare a coinvolgere negli stessi termini anche altre figure come le persone trans gender, la cui lotta per poter semplicemente vivere la propria vita, si scontra regolarmente contro pregiudizi duri a morire.
A questo congresso ed al nuovo direttivo che ne scaturirà chiediamo di aprire una discussione sulla presenza femminile all’interno dell’Arci e dei sui organi guida a partire dai direttivi delle singole associazioni e di quali strategie mettere in atto per favorirne una più ampia partecipazione. Sarebbe auspicabile che il nascente organo dirigente vedesse una presenza paritaria di uomini e donne, unita ad una forte presa di coscienza della necessità di essere attivi in questa battaglia.
Riteniamo necessaria una mappatura della base associativa che ci permetta una verifica sulla presenza delle donne in ambito associativo, conoscerne il loro impegno ed interpretarne in modo corretto le istanze, cosa fondamentale in un sistema democratico.
Per stimolare ogni singolo socio a non chiudere gli occhi su questi problemi, sarebbe costruttiva la diffusione capillare nei circoli di messaggi antidiscriminazione ed antiviolenza tramite campagne mirate ed appositamente studiate.
Grande utilità avrebbe anche una presenza sul sito del Comitato con una classificazione per area tematica che faccia riferimento alle pari opportunità, di quelle associazioni che sono dedicate o fortemente interessate ai diritti delle donne.
Arrivare ad una più ampia e reale partecipazione delle donne, superando le barriere culturali che portano discriminazioni e violenza, sarebbe un fondamentale progresso sociale e l’Arci può e deve essere in prima linea per il raggiungimento di questo obiettivo.