Verbale del gruppo per uno studio di fattibilità sulla riorganizzazione del Comitato Regionale

Hanno partecipato: Sur

Il gruppo ha sviluppato una serie di considerazioni sul funzionamento del Comitato Regionale nel corso del mandato congressuale in atto ed ha prodotto alcune riflessioni e proposte che mette a disposizione di tutto il corpo associativo del Comitato di Torino perché divenga oggetto di dibattito nel prossimo Congresso e dia vita ad un O.d.G. con le proposte torinesi per la riorganizzazione del Regionale.

Partendo dalla constatazione che il Regionale ha avuto, fino ad ora, compiti di mero coordinamento dei vari Comitati Territoriali e di collegamento con il Nazionale per veicolare ai Comitati stessi gli orientamenti prevalenti sulle problematiche di carattere generale, sulle campagne, sulle questioni statutarie e regolamentari, riteniamo che sia indispensabile ripensare ad un ruolo del Regionale molto più proattivo e progettuale per favorire uno sviluppo armonico delle nostre basi associative e per facilitare un confronto più puntuale ed approfondito tra i vari Comitati Territoriali.

Il Regionale, inoltre, deve a nostro parere avere competenze specifiche sui terreni di iniziativa e sulle questioni che, per svariate ragioni, non sono sviluppate dai Comitati Territoriali e dalle Basi Associative.

Siamo ben consapevoli dell’autonomia di cui godono i vari Comitati Territoriali e riteniamo che tale elemento rappresenti un valore aggiunto della nostra Associazione, ma dobbiamo sforzarci di evitare duplicazioni di compiti che rischiano di relegare il Regionale dentro un ruolo puramente burocratico di rappresentanza formale.

 

Fermi restando, quindi, i compiti che statutariamente ha svolto in questo mandato congressuale, che devono essere ribaditi ed arricchiti di sostanza, proponiamo che, per il prossimo mandato congressuale, ormai alle porte, si individui una mission precisa, che faccia i conti, direttamente e con sufficiente autorevolezza, con i problemi non più rinviabili che abbiamo di fronte.

 

 

1-     Il Regionale deve diventare l’interlocutore delle nostre Istituzioni Regionali per sviluppare, in accordo con i Comitati Territoriali e le Basi Associative interessate, progetti di sviluppo sui diversi settori su cui siamo impegnati, dalla cultura alla musica, dalla politica sociale all’immigrazione, dall’internazionale al precariato e così via.

2-     Il Regionale deve lavorare per produrre, in tempi ragionevoli e per mezzo di un confronto serrato con i vari Comitati, una proposta condivisa, che deve diventare operativa entro il prossimo mandato, di riorganizzazione territoriale dei Comitati, per evitare una parcellizzazione della nostra presenza sul territorio che rischia di vanificare ogni serio tentativo di coordinamento territoriale (la polverizzazione è nemica dell’autonomia e rischia di togliere ogni capacità di incidere sulle diverse realtà territoriali).

3-     Il Regionale deve occuparsi direttamente di sviluppare iniziative di cooperazione internazionale con le diverse realtà, in particolare latino-americane, con le quali alcune nostre basi associative lavorano da tempo e che hanno visto il coinvolgimento di alcuni Comitati Territoriali. Le Regioni, infatti, sono le Istituzioni che hanno competenza, fondi, strumenti legislativi e regolamentari su questa specifica materia. Va da sé che, per sviluppare iniziative su questo terreno, il Regionale deve essere un punto di riferimento per Comitati e Basi Associative.

4-     Il Regionale, per affrontare questi compiti, deve poter disporre di strumenti e risorse tali che permettano l’utilizzo di una persona a tempo pieno che disimpegni questo lavoro in coordinamento costante ed in condivisione con i vari Comitati (il Presidente o chi per lui).

 

Siamo convinti che queste proposte rappresentino un indubbio salto di qualità della nostra iniziativa e della nostra presenza sul territorio.

Con risultati diversi e con velocità non sempre sincronizzate, tutti i Comitati hanno sviluppato il massimo sforzo per resistere all’innegabile ondata conservatrice e reazionaria che ha investito il paese: i risultati non sono disprezzabili ed, in alcuni casi, sono addirittura eccellenti.

Siamo una delle ultime Associazioni di massa che non solo non hanno piegato la testa ma stanno cercando, faticosamente, di costruire le condizioni per una ripresa.

Abbiamo di fronte compiti molto complicati ma abbiamo anche la ragionevole certezza di stare dalla parte giusta.

Attrezziamoci per raccogliere le sfide che ci attendono nella maniera migliore possibile.