CITTADINI A PUNTI
"L'ultima trovata del governo per rendere sempre più difficile agli stranieri vivere in Italia da regolari".
Con
30 punti sei un cittadino straniero "integrato" e dunque puoi ottenere
il permesso di soggiorno, da 29 in giù ti meriti l'espulsione.
Questo
in estrema sintesi l'effetto dell'ennesima trovata dei ministri Maroni
e Sacconi per rendere la vita più difficile anche agli immigrati
regolari.
Chi vuole restare in Italia e vedersi rinnovato il
permesso di soggiorno dovrà firmare il c.d. patto per l'integrazione,
con cui si impegna, entro due anni, ad espletare tutti gli obblighi che
il patto prevede per raggiungere i fatidici 30 punti. Se si resta al
disotto di questa soglia (e i punti, come per la patente, si possono
anche perdere!) il gran cuore di Maroni prevede ancora un anno di tempo
per riconquistare la meta, altrimenti foglio d'espulsione e via.
E
chi se ne importa se qui hai famiglia, amici, lavoro: quel che conta è
non sbagliare i congiuntivi, conoscere a menadito la Costituzione,
mandare i figli a scuola, essere iscritto al servizio sanitario
nazionale, abitare in un alloggio con regolare contratto d'affitto.
Le
battute sugli strafalcioni linguistici e culturali di tanti autorevoli
esponenti politici a questo punto potrebbero sprecarsi, per non parlare
del rispetto del dettato costituzionale, ma quello che ci interessa
sottolineare è l'accanimento con cui viene impedito agli stranieri di
condurre una vita normale in questo paese.
Anche chi è
regolare deve sentirsi costantemente sotto esame, adempiere obblighi
cui il cittadino italiano non è tenuto, condurre un'esistenza da
sorvegliato a vita.
E'davvero paradossale chiedere a qualcuno
di sottoscrivere un impegno a integrarsi, quando i rappresentanti
istituzionali della comunità con cui dovresti mischiarti stabiliscono
per legge che sei e resterai diverso, nei diritti (di cui non godi) e
nei doveri.
E' vero che le elezioni regionali si avvicinano,
ma il governo la smetta di fare propaganda elettorale sulla pelle di
tanti uomini e donne che, purtroppo per loro, non votano e dunque se ne
può fare carne da macello, pardon cittadini a punti.