Una discussione: "matrimoni, unioni civili o altro"?

10 Set 2009 - 20:30

In questi ultimi decenni in molti stati Europei (ed "Occidentali" più in generale) sono state approvate leggi che legittimano unioni diverse da quelle storicamente riconosciute nel matrimonio: Spagna, Olanda e Belgio proprio col matrimonio per gay e lesbiche, molti altri Paesi attraverso leggi differenti sulle unioni civili. Questi risultati di apertura legislativa sono in gran parte il frutto di battaglie ed iniziative politiche dei movimenti glbt e femministi.

In Italia da sempre esistono resistenza fortissime al riconoscimento della coppia al di fuori del matrimonio (etero o omo che sia), a causa principalemente di una visione della famiglia e della società legate alla più tradizionale cultura cattolica. Non è stato  ad esempio possibile giungere ad una discussione parlamentare su una legge simile ai “Pacs” (Patti Civili di Solidarietà) francesi, per molti/e  proposta esemplare di regolamentazione delle coppie di fatto. Nel frattempo una vergognosa campagna criminalizzatrice da parte dell'area cattolica più legata alle gerarchie vaticane si è invece scagliata contro la pur tiepida proposta dei Dico, poco più di un anno fa.

  • Come il movimento glbt italiano è giunto ad una forte  focalizzazione sul tema dei diritti di coppia, dopo aver pensato a lungo alla famiglia/matrimonio come massimo esempio di istituzione retriva, illiberale, opprimente ed  omofoba?
  • E' realmente la richiesta di regolamentazione/riconoscrimento  delle coppie  gay, lesbiche una lotta di civiltà e progresso? O si delinea forse più come la necessità di entrare a far parte di un sistema di "privilegi", spettanti a chi sceglie di vivere in coppia, rispetto ad altre forme relazionali possibili?
  • E' lecito pensare ad una parificazione totale dei diritti, come accade col matrimonio? O sarebbe forse meglio ipotizzare uno statuto capace di creare, anche culturalmente, qualcosa di "diverso" da un'istuzione dal portato  storico intriso di discriminazioni, dominio, violenza sul piano simbolico e reale, come appunto il matrimonio?
  • In una società così legata ai valori del cattolicesimo più retrogrado come la nostra, è realmente più "rivoluzionaria" una richiesta di matrimonio?
  • Dopo le ultime elezioni, è possibile per il movimento glbt pensare a richieste in questo campo al governo/parlamento attuali?
  • Ed eventualmente: è necessario per il movimento glbt italiano abbandonare la richiesta al "ribasso" delle unioni civili, per puntare  "in alto" verso un ipotetico  "massimo" ottenibile?
  • E in tutto questo complesso articolarsi di posizioni e quesiti, come sui situa il circolo Maurice?


Di questo e...... molto altro parleremo, in una discussione aperta:




mercoledì 10 settembre 2008
ore 20,30
circolo glbt Maurice
via della Basilica, 3
Torino