Ciao, Carlo. È stato un onore conoscerti

Ciao, Carlo. È stato un onore conoscerti

Comitato Arci Torino 18-11-2020

E’ un onore immenso aver conosciuto e condiviso un tratto della vita di Carlo Foppa. Torino oggi perde un amministratore indimenticato e un protagonista generoso. La nostra comunità dice addio a una persona in grado di incarnare una parte di storia della nostra Città e renderla collettiva e inclusiva.
Carlo ha dedicato gli ultimi anni della sua vita al Risorgimento: il Circolo, fondato pochi mesi dopo la Liberazione, tra gli altri anche da suo padre, come lui amava ricordare.
Era sufficiente entrare nel circolo in qualsiasi giornata per capire il rapporto di Carlo Foppa con ciò che avveniva tra quelle mura.

Durante l’inaugurazione del padiglione intitolato al suo compagno e amico Gino Fois, mancato alcuni anni fa, Carlo aveva guidato personalmente decine di gruppi di giovani donne e uomini che entravano per la prima volta al Risorgimento.
La visita aveva un iter metodico, lento e incisivo, come l’eloquio di Carlo: l’ombra dolce del pergolato dal quale ogni anno si può raccogliere l’uva, l’orgoglio ben dissimulato per i cimeli partigiani conservati negli uffici al piano di sotto (sede della Sezione dell’Anpi), il racconto della ricostruzione costante che quel giorno diventava realtà grazie alla ristrutturazione dell’ormai ex tettoia in lamiera. Con incedere compiaciuto tra i tavolini, il gioco della carte e il biliardo della sala grande, qualche saluto e qualche richiamo (Carlo ne rivolgeva spesso di bonari, sempre succeduti dai sorrisi) i visitatori guadagnavano posizione d’onore sotto la pergamena dei fondatori del Circolo.

“Voi ci cacciate dalla fabbriche, e noi ci prendiamo la città”.
Questa frase, che al Risorgimento non si può leggere da nessuna parte, Carlo l’ha incisa a forza di ripeterla ad alta voce. La usava per spiegare cosa pensassero gli operai torinesi, che, vistasi impedita la socialità auto-organizzata sul luogo di lavoro, decidevano di dare vita a luoghi dove ritrovarsi, discutere, organizzarsi. Di fondare i Circoli Arci.

“Ci prendiamo la città”: le idee, quando incontrano un limite, si affidano alla lotta e alla fantasia per creare nuovi spazi, a cui nessuno aveva ancora pensato.
Ma, la fine del tour, Carlo la riservava al pezzo forte. Dal doppio vetro della porta sul retro, accompagnava a guardare fuori, come se ciò che si era visto e ascoltato non fosse che l’inizio. E iniziava a raccontare il futuro: la parte migliore della storia. Sotto le travi e tra le erbacce della grande tettoia adiacente al Circolo, Carlo immaginava di costruire mondi, spettacoli, relazioni. E ci pensava con dosi di fiducia e fantasia che mettevano in piacevole difficoltà persino i giovanissimi, tra gli ascoltatori.

L’ultimo anno è stato vissuto a fianco delle sue compagne e dei suoi compagni di sempre, a partire dal Presidente Loris Sadocco, la compagna Maria Grazia e tutti i consiglieri, il Presidente del Circolo Banfo Francesco Salinas, ma anche accanto a Valentina e l’associazione Casseta Popular, a Leonard e l’associazione Comunet - Officine Corsare, l’associazione Quasi Quadro (che ringraziamo per la fotografia bellissima) e tutte le realtà che hanno trovato casa al Risorgimento. In questo breve tempo Carlo, insieme a tutte e tutti noi, ha saputo dimostrare come il passaggio di testimone tra generazioni resistenti non sia un’idea retorica, ma una pratica possibile, divertente, complessa, necessaria.

L’intera comunità di Arci Torino si stringe attorno al dolore della famiglia del compagno Carlo Foppa, promettendo di non passare un solo giorno lontana dal tentativo di perpetuare ed essere all’altezza del suo esempio, dei suoi insegnamenti e della sua memoria.