CreativAfrica 2021 decolonize your mind | 5-19 Giugno | 1-8-15 Luglio

ASSOCIAZIONE RENKEN ONLUS 27-05-2021

L'edizione 2021 di creativAfrica propone il tema della decolonizzazione sociale, politica e mentale. Il festival affronta tra arte, musica, letteratura, cinema e cucina la nostra coscienza storica e le criticità contemporanee, posizionamenti, intersezioni e disuguaglianze, diritti, invisibilità e razzismi per restituire dignità a tutte le culture e condividere la bellezza che scaturisce dalla creatività superando colpe e vergogne legate all'identità e aprendo scenari di innovazione.

CreativAfrica è un progetto di Renken, coinvolge un'ampia rete di associazioni - tra cui Università degli Studi di Torino (Dipartimento CPS), ARCI, Seeyousound, Casa editrice 66th and 2nd, Associazione delle donne dell'Africa Subsahariana e seconde generazioni, African Art in Venice Forum, Ricette d’Africa, Piemondo/VivoIn - e di soggetti esperti (come il giornalista Karim Metref, i ricercatori Gabriele Proglio e Fartun Mohamed, Abderrahmane Amajou di Slow Food Internazionale, le studentesse e gli studenti del collettivo Ujamaa, i comunicatori di TUM, la grafica Stefania Bruno, il musicista Andrea Calia).
Nel 2015 è nato il festival creativAfrica: una finestra aperta sulla cultura africana, uno sguardo libero sulle arti di scena, la letteratura, il cinema, l’arte, il food. creativAfrica si è proposto in questi sei anni come un calendario integrato e innovativo di eventi, incontri e iniziative a Torino. Tra gli artisti ospitati spiccano Alpha Blondy, Songhoy Blues, Baba Commandant, Fiston Mwanza Mugila, Inkoly Jean Bofane, Henry Lopez, Noo Saro Wiwa, Mulatu Aztatke e gli Aziz Sahmaoui and University of Gnawa, Igiaba Scego, Lutz Gregor, il Terya Circus, Alain Mabanckou, Pape Kouma, Uliano Lucas, Seun Kuti accompagnato dall'orchestra Egypt 80, Awesome Tapes From Africa, Igoni Barret, Lola Shoneyin, Baba Sissoko.

CreativAfrica propone un approccio culturale all'immigrazione e alla lotta al razzismo e alle discriminazioni, attraverso la conoscenza e la partecipazione alla vita culturale, sociale, politica ed economica, valorizzando le risorse e identificando opportunità, partnership e possibili nuovi percorsi progettuali.
CreativAfrica 2021 promuoverà eventi dal 5 al 19 Giugno e in tre speciali serate di Luglio (Giovedì 1, 8 e 15) presso Bunker (via Paganini O) nel nuovo spazio Jigeenyi circolo che promuove cucine e culture africane.
All'interno del festival saranno presentati concerti, incontri letterari e artistici, proiezioni cinematografiche, workshop, installazioni, percorsi educativi e tre giorni di summer school per dare spazio alla contemporaneità delle culture africane, al pensiero postcoloniale e decoloniale e per creare possibilità di incontro tra i cittadini, le associazioni, gli ospiti internazionali, le organizzazioni.

Le sezioni del festival sono quattro e intrecciano una densa proposta multidisciplinare.
Letteratura e incontri contemporanei: incontri, reading e dibattiti offrono la possibilità di riflettere sulla letteratura postcoloniale in Italia e in Europa in collaborazione con casa editrice 66th&2nd. Tra gli appuntamenti in programma: Cristina Ali Farah, reading e presentazione in anteprima de Le stazioni della luna 11 Giugno h 19; Marilena Delli Umuhoza e Ian Brennan: presentazione Razzismo nei mass media: Negretta. Baci Razzisti + Silenced by sound 12 Giugno h 19; Nadeesha Uyangoda: presentazione L'Unica persona nera nella stanza 16 giugno h 19.

Arte e toponomastica: la prospettiva decoloniale interroga i luoghi, le vie, le statue e da spazio a azioni artistiche, musicali, performance. Una sperimentazione artistica a cura di Ilaria Conti e Neri Torcello (African Art in Dialogue/ Afriacn Art in Venice Forum) accompagna il primo walking tour di cretivAfrica. Domenica 13 - performance con Alfie Nze: l’artista propone una cerimonia di comunione igbo, un rito di accoglienza per ripartire insieme da prossimità e fragilità accompagnando la passeggiata Valentino coloniale.
Cinema e Musica: in calendario tra Giugno e Luglio tre appuntamenti di cinema musicale proiettati all'aperto nell'arena estiva del Bunker su proposta di Seeyousound e a cura di Juanita Apraez Murillo ovvero Contradict - 2020 - Peter Guyer & Thomas Burkhalter (10 Giugno); Ethiopiques. Revolt of the Soul - 2017 - Maciek Bochniak (1 Luglio); Fonko - 2016 - Lamin Daniel Jadama, Lars Lovén, Göran Hugo Olsson (15 luglio)
Imperdibili l’inedito spettacolo di Federico Sacchi dedicato alla musica somala (17 Giugno) e la proiezione dei documentari Appuntamento ai marinai di Ariam Tekle (11 giugno) e Dietro i Fronti di Alexandra Dols (13 Giugno).

Afro-djset, SOUND SYSTEM e live music coinvolgeranno: BABACAR MBAYE suonatore di kora e artista senegalese; il collettivo musicale UHURU REPUBLIC che offre una contemporanea interpretazione dei suoni della musica dell’Africa Orientale in dialogo con l’elettronica; Afrodelic, l’innovativo progetto del musicista e produttore Victor Diawara; DRUIDISCOS HiFi, ARSEN mc, LEE FRY MUSIC, CISKO KID, ONDAPACIFICA, MAKINDA HiFi sound system e IBSONE DAONE.

Cucina: durante il festival saranno proposti, con Jigeenyi e Ricette d’Africa, due laboratori interculturali di cucina (domenica 6 Giugno e domenica 13 Giugno) in collaborazione con Slow Food e innovative esperienze di ristorazione (brunch, animazioni sul cibo, cene, degustazioni) valorizzando l'incontro tra percorsi e storie di tutto il continente sotto la guida della chef Delisia Essono di BlackDelicious Lab (Roma).


5  Giugno  h 16/22 INAUGURAZIONE creativAfrica 2021 | INAUGURAZIONE SPAZIO JIGEENYI

6  Giugno  h 11/17 Reading // free talk // afro brunch // laboratorio di cucina decolonize your food

10 Giugno h 19/24 Afro-aperitivo // djset a cura di Damonji aka Diggin' South // proiezione film musicale CONTRADICT

11 Giugno h 19/24 Reading "Le stazioni della luna" // proiezione "appuntamento ai marinai"// Afrotapas

12 Giugno h 19/24 Concerto di Chris Obehi // presentazione di "Il razzismo nei mass media”

13 Giugno h 11/20 AFRO brunch // laboratorio di cucina DECOLONIZE YOUR FOOD

16 Giugno h 16/22
presentazione del libro L'Unica persona nera nella stanza e incontro con l’autrice Nadeesha Uyangoda (h19) e passeggiata Valentino coloniale (h16).

Nadeesha Uyangoda è nata in Sri Lanka, ma vive in Brianza da quando aveva sei anni. È un’autrice freelance che da tempo si occupa di identità, razza e migrazioni. I suoi lavori sono stati pubblicati da Al Jazeera English, Not, «Rivista Studio», «The Telegraph», Vice Italia, openDemocracy.
La razza è un concetto difficile da cogliere, pur non avendo fondamenti biologici produce grossi effetti nei rapporti sociali, professionali e sentimentali. La razza in Italia non si palesa fino a quando tu non sei l’unica persona nera in una stanza di bianchi.
E quell’unica persona è Bellamy, Mike, Blessy, David... una moltitudine in parte sommersa, sotterranea. Quell’unica persona è chi si è sentito dire troppe volte che «gli italiani neri non esistono»: lo gridano negli stadi, lo dice certa politica, sembrano confermarlo le serie tv, la letteratura, i media.
In un certo senso è persino vero: gli italiani neri non emergono, non si vedono negli ambienti della cultura, nei talk show e nelle liste elettorali. O meglio, in quei luoghi esistono ma solo come oggetto del discorso, quasi mai come soggetto. La loro presenza è ridotta alla riforma della cittadinanza, ai casi di razzismo, all’«immigrazione fuori controllo», ai barconi, all’«integrazione».
Con un approccio inedito e un linguaggio fresco e «social», Nadeesha Uyangoda apre in questo libro, che incrocia saggio e memoir, un’onesta conversazione per comprendere meglio la dinamica razziale nel nostro paese.

Una passeggiata parte dall’arco del Valentino per affrontare tra il parco e il Monte dei Cappuccini, la toponomastica coloniale di Torino con uno sguardo alla memoria storica e le voci della contemporaneità afroitaliana.

17 Giugno h 19/24
Grande serata di innovazione e di musica con l’inedito spettacolo di Federico Sacchi Somali Disco Fever - L’incredibile sound del Corno d’Africa (1969-1991) dedicato alla musica somala. Aperitivo con djset e voce di Uhuru Republic.

FEDERICO SACCHI - MUSICTELLER IN:

Somali Disco Fever - L’incredibile sound del Corno d’Africa (1969-1991).
Quella della musica somala è una storia incredibile che verrà raccontata dal musicteller Federico Sacchi in una delle sue esperienze d’ascolto. Un vero e proprio documentario dal vivo che fonde storytelling, musica teatro e video che fa il suo debutto nazionale sul palco di Creativafrica 2021.
La musica prodotta in Somalia tra gli anni ’70 e i primi ’90 è una magnifica anomalia. Una commistione di sintetizzatori celestiali, chitarre e bassi funkeggianti, ritmiche in levare vecchie di secoli e voci bolliwoodiane senza paragoni. Una musica che prende forma e si sviluppata sotto una dittatura che inizialmente aveva deciso di creare un’identità nazionale puntato tutto sull’alfabetizzazione, la promozione delle arti e l’emancipazione delle donne (le vere protagoniste di questa storia). Musica come strumento di decolonizzazione dello spirito e della cultura di un paese.
Un patrimonio dell’umanità giunto a noi grazie all’azione eroica della popolazione che sotterrò migliaia di nastri e cassette per salvarli dal fuoco amico di una guerra civile che ha dilaniato il paese per più di vent’anni. Un patrimonio raccolto e conservato negli archivi di radio Hargeisa e divulgato negli ultimi anni grazie all’azione di due visionari discografici/musicologi.

Welcome to Uhuru Republic è l’album di debutto di Uhuru Republic, molto più di un progetto musicale: un viaggio straordinario di un collettivo di artisti italiani ed africani, di curatori, ambasciatori, designers, imprenditori, visionari che hanno deciso di mettere insieme energie e ispirazione per creare qualcosa di unico, un ponte fra il nostro Paese e l’Africa che supera i confini fra i due continenti. Registrato tra Dar Es Salaam e Zanzibar (Tanzania), e post prodotto tra l’Italia e l’Africa da Giulietta Passera, Raffaele Rebaudengo e FiloQ, che ne ha curato anche il mixaggio,

Uhuru Republic è un collettivo di artisti italiani e africani, nato grazie al sostegno dell’ Ambasciata italiana a Dar Es Salaam che ha spinto gli artisti Giulietta Passera (voce, Mangaboo, The Sweet Life Society, Istituto Italiano di Cumbia, Sonoristan), FiloQ (elettronica, Istituto Italiano di Cumbia, Magellano) e Raffaele Rebaudengo (viola, Gnu Quartet) a intraprendere un viaggio in Tanzania e a dare vita ad un progetto artistico e musicale unico nel suo genere: connettere attraverso la musica e l’arte due culture apparentemente distanti come quella africana e quella italiana. Più di trenta artisti provenienti da Tanzania, Italia e Kenya assieme.

Sabato 19 Giugno h10/22
Una giornata di festa, di musica e di afro street food al Parco del Valentino insieme a Radio Banda Larga e a Imbarchino per chiudere il Festival di Giugno in un incontro con la cittadinanza. Afro street food di Ricette d’Africa e Jigeenyi.

Giovedì 1 Luglio h19/24
Il primo degli speciali Giovedì di creativAfrica a Luglio presenta con Seeyousound il film Ethiopiques. Revolt of the Soul (2017) di Maciek Bochniak.
Dj set di Dj’mbo from Gambia (Alessandro Gambo)

Musica potente, testimone incantevole e piacere nostalgico nell’immagine e nel suono. Ethiopiques – Revolt of the Soul è la storia di Francis Falceto, il musicologo e produttore della world music, che grazie all’ascolto di un disco, regalatogli ad una festa, ha scoperto il jazz ed il pop etiopico ed è diventato uno dei più importanti e influenti specialisti di quel genere musicale.
Il film raccoglie filmati vecchi e nuovi di brillanti musicisti, molti dei quali vivono oggi esiliati e in povertà, sullo sfondo politico e sociale e sugli sconvolgimenti avvenuti durante la fine del regno di Haile Selassie e il passaggio alla giunta Derg. Ethiopiques – Revolt of the Soul è una festa per gli amanti dell’Ethio Jazz.

Dj’mbo from Gambia - Alessandro Gambo - è collector, dj, art director, promoter, ideatore dei progetti TUM, Land Of Dance Records, Jazz is Dead Festival, Varvara Festival, Il Silenzio Del Rumore Records, Musica Altra.

Giovedì 8 Luglio h19/24
Decolonizzare le menti significa anche aprirle alla potenza artistica afrodiscendente che vibra sul nostro territorio. Un sound system e una serata dedicati all’Africa che anima Torino e il Piemonte con Makinda Hi-Fi e Ibson Daone.

Makinda Hi – FI, nato nel 2008, è un SoundSystem autocostruito in tipico stile UK. Ha condiviso la control tower con i grandi della scena dub europea, tra cui Aba Shanti-I, King Shiloh, Vibronics e king Earthquake. Le selezioni spaziano dall'early Jamican-Roots-Reggae, alle più moderne sonorità Stepper/Digital, rigorosamente in chiave Conscious. Una grande passione per musica in vinile, dubplates, ed effetti autocostruiti!

IBRAHIMA KHALIL POUYE AKA IBSON DAONE è un'artista senegalese nativo di Dakar. Dal 2011 insieme alla NEYBAZ BAND partecipa a numerosi festival reggae in Senegal e in Francia. Dal 2015 a Torino forma la sua nuova band IBSON DAONE & BROTHERS con cui pubblica 2 CD riuscendo a fondere i ritmi originari della sua terra alle nuove melodie della reggae e afro world music. Nell'agosto 2019 esce il suo primo album internazionale "Maam" (nonni) in omaggio alle sue radici. Sicuramente una delle voci più interessanti del momento non a caso molti lo associano alla mitica voce Jamaicana di Garnett Silk.

Giovedì 15 Luglio h 19/24
Grande serata dedicata alla musica con il film Fonko (2016), proiettato in collaborazione con Seeyousound, e i suoni senza confini di Afrodelic.

Fonko (2016) - Lamin Daniel Jadama, Lars Lovén, Göran Hugo Olsson
“The great music revolution of today takes place in Africa” (“La grande rivoluzione musicale di oggi sta avvenendo in Africa”): è la voce di Neneh Cherry che ci introduce al viaggio che stiamo per intraprendere attraverso l’intero Continente in cui scopriremo l’Hip Hop della Nigeria, il Reggae e il Rap del Sud Africa, ma anche stili completamente nuovi, come la musica dance underground angolana: il Kuduro. Raccontato dalla voce di Fela Kuti attraverso vecchie registrazioni, incontriamo gli artisti, i blogger e i produttori più brillanti, che sono sì stelle emergenti, ma anche artisti consapevoli che hanno interiorizzato una nuova fiducia in se stessi dopo decenni di decolonizzazione. Sono coscienti dell’importanza della liberazione dalla mentalità coloniale e l’esperienza dell’oppressione ha reso la loro musica impertinente e sfacciata, così da esorcizzare la morte, mettendo in connessione la storia passata con il futuro, mantenendo le proprie radici sia nel locale che nel globale, usando strumenti elettronici ma anche tradizionali per incanalare la rabbia in una fusione di energie. E proprio come il ritmo ipnotico della sua colonna sonora, il documentario pulsa di immagini e colori vivi stampando sullo schermo enormi titoli in un montaggio serrato, tanto vibrante quanto l’intero continente africano. Co-diretto da Göran Hugo Olsson (award-winner al Sundance 2011 con The Black Power Mixtape 1967-1975), Lamin Daniel Jadama e Lars Lovén, Fonko mantiene intatto l’intenso stile “collage” del regista e lo applica a questo soggetto pieno di groove (ma non meno carico politicamente), la nuova musica pan-africana. Fonko è uno dei più freschi documentari dell’ultimo quinquennio, orgogliosamente afro-centrico, che arriva alla radice stessa della natura della musica come potente strumento di cambiamento sociale e politico!

Afrodelic è il progetto musicale del chitarrista e produttore Victor Diawara, nato in Lituania, e cresciuto in Mali. L’album “Dusunkun Hakili - The memory of the heart” è una collezione di suoni che viaggiano tra Africa e Europa, tributo al padre, scrittore e poeta maliano Gaoussou Diawara. Tutte le canzoni partono dalla sua lirica e intrecciano un intrigante mix di musica africana e ritmi elettronici. La maggior parte delle canzoni è stata registrata a Bamako con artisti, musicisti e cantanti locali; Victor aggiunge a queste basi suoni elettronici e ritmi innovativi nel suo studio.