Arci Torino 18-03-2026
In merito alla call per l’Ufficio comunicazione diffusa da Arci Torino, riteniamo necessario chiarire alcuni aspetti per i quali abbiamo generato fraintendimenti.
La call è stata pubblicata al termine di una fase di riorganizzazione interna, in cui abbiamo garantito la continuità delle attività attraverso collaborazioni temporanee. L’obiettivo era strutturare meglio alcune funzioni, rendendole più chiare e accessibili tramite una procedura aperta.
Abbiamo utilizzato il termine “Responsabile”, che si è rivelato improprio. Allo stesso modo, anche la definizione di “Ufficio comunicazione” richiama un’impostazione più propria del mondo aziendale: entrambi non corrispondono alla nostra struttura organizzativa. Il ruolo previsto non è quindi quello di "responsabile" di un “ufficio”, ma di coordinamento di un numero limitato di consulenti su attività specifiche e circoscritte. Si tratta, in concreto, di un raccordo operativo: indicazioni per la realizzazione di grafiche o materiali e relazione con chi cura saltuariamente le affissioni.
Anche con la voce relativa alla gestione del budget possiamo aver generato equivoci: non si tratta della gestione di risorse strutturate, ma di un’attenzione a spese limitate, principalmente legate a stampe e sponsorizzazioni sui social.
Le responsabilità sulle risorse e sulle scelte restano in capo ai componenti della presidenza, mentre la produzione della maggior parte dei contenuti promossi dalla nostra struttura è garantita da Arci nazionale o dalle associazioni aderenti.
Per quanto riguarda l’impegno richiesto, l’incarico è stato definito sulla base del confronto con chi ha svolto questa funzione negli ultimi mesi. Nella call non è stato indicato un monte ore esplicito, in coerenza con la natura non subordinata della collaborazione, che prevede la definizione condivisa di tempi e modalità di lavoro. Una scelta che, insieme all’impropria descrizione del ruolo, ha contribuito a trasmettere l’idea di un incarico fortemente responsabilizzante a fronte di un impegno economico percepito come non adeguato.
Pur in piena buona fede, riconosciamo di aver dato per scontato il contesto e di aver utilizzato una formulazione non adeguata. Le osservazioni ricevute sono state utili e ci permettono di correggere impostazione e linguaggio per il futuro.
Ci scusiamo per i fraintendimenti generati e ringraziamo chi ha contribuito, anche criticamente, a migliorare questo percorso.