La Scuola Popolare di Salute Mentale: un percorso collettivo raccontato da chi l'ha costruita

La Scuola Popolare di Salute Mentale: un percorso collettivo raccontato da chi l'ha costruita

Tavolo Salute Mentale Arci Torino     28-04-2026

L'11 e il 12 aprile, all'Anatra Zoppa di Torino (e non solo), si è tenuta la Scuola Popolare di Salute Mentale. Un appuntamento costruito nel tempo, attraverso un percorso di avvicinamento che ha coinvolto associazioni, realtà del territorio e singolɜ espertɜ — per studio e per esperienza — che ha approfondito i temi della salute mentale da punti di vista inediti e spesso poco affrontati o studiati. 
Abbiamo chiesto a chi l'ha animata di raccontarci il percorso che ha portato a questo momento. Quello che segue è il loro racconto.

 

La salute mentale è un diritto. E come tutti i diritti, va riconosciuto, difeso e costruito insieme.

È da questa convinzione che è nata la Scuola Popolare di Salute Mentale: un progetto collettivo promosso da quattro associazioni Arci di Torino, pensato non per chi sa, ma per chi vuole sapere e prendere voce. Un percorso autoformativo, democratico, anti-gerarchico, che ha messo al centro bisogni ed esperienze delle persone coinvolte nel grande tema della salute mentale.

Le origini: quattro associazioni e un mandato comune

La Scuola Popolare di Salute Mentale nasce dai desideri delle persone che fanno parte di quattro associazioni Arci — Cactus, Comunet, TiAscolto, Inv3rso — accomunate dal fatto di svolgere la professione di psicologhɜ. Pur presentando alcune differenze nelle prassi e nelle teorie, queste quattro realtà condividono un mandato tanto essenziale quanto complesso: promuovere il diritto alla salute mentale, alle sue precondizioni, e a cure efficaci e appropriate.

Nel 2024 queste quattro realtà danno corpo al Tavolo Arci Salute Mentale, uno spazio che — lo avremmo scoperto solo nei mesi a venire — sarebbe diventato decisivo per la costruzione della Scuola.

Co-progettare insieme: le assemblee plenarie

Dopo una prima fase di discussione teorica e di costruzione della struttura, il Tavolo ha scelto di coinvolgere quante più persone possibili nella co-progettazione dei contenuti. Due assemblee plenarie molto partecipate — oltre 150 persone — sono state sufficienti per accorgersi di quanto fosse forte il desiderio, da parte della cittadinanza incontrata, di immaginare e realizzare un’iniziativa pubblica sulla salute mentale che nascesse dai bisogni e dalle esperienze delle persone.

Le due assemblee iniziali — 26 settembre e 24 ottobre — hanno permesso di raccogliere questi bisogni e di ri-conoscersi, mettendo tra parentesi ruoli professionali e diagnosi, come cittadinɜ degli stessi spazi e bisognosɜ degli stessi diritti: persone interessate direttamente a una questione complessa e politicamente decisiva come quella della salute mentale.

Gli otto temi: i sottogruppi al lavoro

Nella seconda assemblea plenaria i bisogni emersi hanno iniziato a prendere forma. Il lavoro fatto insieme ha portato alla costruzione di otto sottogruppi, ognuno dei quali ha lavorato nei mesi successivi attorno a uno dei seguenti temi:

  • Giovani e ciclo di vita
  • Circoli Arci, spazi culturali e salute mentale
  • Prendersi cura
  • Narrazioni
  • Informazioni, risorse e orientamento
  • Autodeterminazione
  • Lavoro e salute mentale
  • Politiche e salute mentale

A febbraio 2026 è stata convocata una terza assemblea plenaria, per permettere ai e alle rappresentanti dei sottogruppi di presentare le proposte formative elaborate nei mesi precedenti. Ogni sottogruppo ha scelto le modalità e i contenuti più adatti a raccontare il proprio tema.

 

L'11 e 12 aprile: cosa è stato e cosa vogliamo che diventi

L'11 e 12 aprile, all'interno del circolo Arci Anatra Zoppa, un concerto, uno spettacolo teatrale, un'installazione artistica interattiva, diversi talk e un laboratorio esperienziale hanno riempito il weekend formativo della Scuola Popolare di Salute Mentale, entrata finalmente nel vivo.

Cos'è, cos'è stata e cosa vogliamo che diventi la scuola popolare? Sono le domande che ci siamo postɜ sin dall'inizio e che continueremo a porci e a porre alle quasi 100 persone che hanno attivamente partecipato alla Scuola e a tutte quelle che si aggiungeranno.

La Scuola Popolare di Salute Mentale, come spazio di autodeterminazione e di costruzione democratica di saperi e rivendicazioni, continuerà a esistere: nei modi e nei contenuti che insieme sceglieremo di darle, come momento autoformativo, democratico e centrato sui diritti delle persone.

Ed è per questo che a breve sarà convocata una nuova assemblea aperta alla cittadinanza: un'occasione per raccontare questi mesi di lavoro, costruire un senso collettivo di quello che è stato fatto e inventare insieme una nuova Scuola Popolare di Salute Mentale.